Le Star devono morire giovani

PREMESSA:

La morte di Whitney Houston mi ha fatto fare una riflessione, questa volta sarò molto prolisso.

Non tutti i personaggi che citerò e ho gia citato rispecchiano i miei gusti musicali, ma li apprezzo profondamente lo stesso per il loro contributo.

Io la penso proprio così, secondo me le star, le rock star, le pop star, i personaggi che ti colpiscono duro, devono andarsene, spegnersi alla fine della loro ascesa, senza mostrare altri lati del loro essere, senza mostrare la loro vecchiaia, i loro errori, le loro malattie e depressioni, pene di una vita di eccessi.

Che senso avrebbe, dopo 5, 10, 15 anni da divinità, fare una vita da umano? Nessuno e, a quanto pare, chi passa a vita terrestre, vive male. Il successo, la popolarità, il genio e la follia, tutto questo tutto insieme in un esplosione che non possiamo capire noi che non la viviamo.  Per loro il mondo è un paese dei balocchi dove passeggiare e iniettare un po’ del loro genio, ma niente dura per sempre.

Dal nostro lato, abbiamo la visione di queste stelle che vivono sopra il mondo, senza tempi canonici, senza responsabilità, senza preoccupazioni. Stanno lì, felici, viziosi e goderecci, a godersi il loro dono, il dono dell’artista, dell’incantatore. Senza dire che li invidiamo mi limito a dire che sono come dei miti, poeti, cantanti, pittori musicisti e tanti altri. Nessuno di noi in fondo vuole che questi miti cadano, meglio se riusciamo a congelarli così, belli, giovani e dannati nelle loro perdizioni.

 

 

 

Jimi Hendrix:  morto a 28 anni in una stanza di albergo per cause misteriose, cause legate ad ogni modo a droghe legali o meno. Non servono spiegazioni o presentazioni, è Jimi Hendrix suvvia.

 

Janis Joplin: morta il 4 ottobre 1970 a Los Angeles, 27 anni, probabile overdose di eroina. Una delle più grandi voci del blues, una donna che si è fatta spazion dove lo spazio non c’era,  unica nel trasmettere emozioni.

 


Jim Morrison: leader dei Doors: 3 luglio 1971 a Parigi, 27 anni, cause della morte inspiegate. Un visionario, aveva cantato la morte e scritto poesie, persona misteriosa universalmente riconosciuta come genio.

 


Keith Moon: morto a 27 anni per un mix di farmaci, non è popolare come tanti altri, però è stato un artista e un musicista abilissimo, e quante batterie ha distrutto lui sui palchi, nessuno le ha mai distrutte.

 

Sid Vicious:  morto a 26 anni per overdose di eroina. Se avete due minuti leggetela voi la sua biografia per capire che non stiamo parlando di una persona normale, forse è stato un bene che sia morto non lo so, però di certo un cantante assassino che viene tirato fuori dal carcere da una casa discografica, non può non essere interessante. Oltre tutto è stato un precursore di moltissime cose, cose che ormai sembrano scontate.

 

Kurt Cobain: morto a 27 anni con un colpo di fucile a pompa autoinflitto, lasciando una lettera di addio non al mondo terreno, ma al mondo della musica. E’ stato un icona, più recente, un simbolo per le generazioni piu vicine a lui.

 

Brian Jones:  morto a 27 anni, non si capisce bene se affogato o assassinato. Fondatore dei Rolling stones e di tutti gli ideali che li hanno resi quelli che sono. E’ stato ricordato e cantato e scritto dal Pete Townshend(Who), Jimi Hendrix, Jim Morrison.

 

Syd Barrett: non rientra fra i morti giovani ma, in un certo senso, è come se lo fosse stato.  Uno dei fondatori dei Pink Floyd, gruppo in cui cantava e componeva musiche e testi, l’inizio dell’era psichedelica. Barrett sta solo 3 anni nel gruppo a cui aveva dato il nome, poi nel 68 per problemi di instabilità psichica e fisica viene allontanato e ,apparte qualche piccolo lavoro da solista, scompare nel nulla fino alla sua morte nel 2006. I pink Floyd nei decenni successivi dedicano almeno 2 album, decine di canzoni e di concerti all’ex membro, lo considerano come un dio, come fosse una musa.

 

Se siete arrivati fin qui, spero abbiate apprezzato questo articolo un po’ più ragionato e meno confusionario!

7 pensieri su “Le Star devono morire giovani

  1. è sempre così infatti…muori giovane e resti un dio per sempre. la morte eterna il ricordo del momento migliore. invecchiando invece avremmo visto il loro lato debole, gli insuccessi discografici, gli effetti delle loro vite…

    1. Esattamente, per questo ho voluto sottolineare tanti casi in cui, forse, è stato meglio così!

      Presto comunque credo farò un contro-post per le star che, malgrado gli anni, continuano a cavalcare quella vita agli estremi dell’umano!

  2. Una ricerca davvero accurata, ti sono grata di questo.
    Per contro, ad artisti morti giovani ci sono altri che tentano di riunire gruppi sciolti decine di anni fa. Figli di artisti che si incontrano per emulare le gesta dei padri…forse un trascinare una gloria sopita.
    Ma tentare di proiettare la propria gloria in eterno con la morte non è che illusione a volte e non è un buon esempio. Certo molte morti dovute ad overdose o altri mix letali ( tolti gli omicidi persino da parte di parenti stretti in alcuni casi), non sono che un’emblema di qualcosa che rapisce chi crea musica, in particolare di un certo tipo, come se la creatività possa andare di pari passo con lo sballo.
    Dai attendo il tuo prossimo post, dove gli evergreen, inossidabili cantori portano sulle spalle anni e repertorio, ma con quale effetto sul pubblico?

    Un sorriso

    1. Innanzitutto ti ringrazio per il commento-critica!
      In effetti avevo pensato, sotto consiglio di un amico, di scrivere un post su coloro che non rispettano il titolo di questo post, quelli che non hanno avuto una fine tragica ma avranno senza dubbio un posto nell’omilpo delle star… ci penserò su!

      Per quanto riguarda il cattivo esempio e i parenti di questi personaggi non saprei cosa dire…
      Sarà sbagliato ma nella mia riflessione il cattivo esempio è solo un fenomento marginale e soprattutto involontario. Non riesco a pensare che questi che ho chiamato Star avrebbero dovuto pensare all’esempio, non in quegli anni, e forse neanche ora.

      😉

      Mat

      1. Grazie Mat, ho apprezzato molto il tuo articolo, non erano rivolti a te i riferimenti ma ad alcuni artisti, che come dici non pensano all’esempio. Nel caso dei Beetles, i figli vorrebbero riproporsi come continuatori ideali. Ma non è tanto semplice. La mia non è critica ma osservazione, così come tu hai saputo fare con atteggiamento equidistante. Non tu curare di chi non abbia centrato il tema da te proposto, magari ogni spunto serve per allargare il cerchio e trovare altre sfumature.

        Un sorriso

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