Leggerezze #7

Pensavo a cosa ci sta succedendo, pensavo al mondo com’era prima e cercavo di ricordarlo, di ricordare le sensazioni, le leggerezze, le abitudini. Sono passati quasi due anni e siamo ancora qui, nella nostra nuova normalità, quella che ci permette di sentirci meno a rischio estinzione, quella normalità scatenata dal nostro sorprendente spirito di adattamento che anche questa volta avvalora la più gelida teoria Darwiniana.

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C’eravamo Noi

Proprio così, c’eravamo noi, un’insieme di persone che si volevano un po’ di bene e di altre che si amavano ma non troppo, un’insieme di persone che formavano una micro società civile e mantenevano dei rapporti periferici ma costanti, apparentemente superflui.

E poi cosa è successo? Poi è arrivato quel brutto male che conosciamo tutti e allora ci siamo rintanai dentro le nostre case per mesi e mesi, tra i brevi intervalli di normalità e gli ormai digeriti coprifuoco, abbiamo trascorso l’ultimo anno e mezzo delle nostre vite. Gli amici e gli amori sono santi per noi, per carità, e allora abbiamo iniziato a videochiamarci e a condividere fra di noi di tutto e di più, dalle fettuccine alle nuotate con le mascherine.

E tutto quel mondo periferico, quella micro società civile piacevole e poco interessante dov’è finita? Dove siamo finiti? Si è estinta, morta e sepolta da un meteorite chiamato covid, vittima sacrificale della nostra frustrazione degna del migliore dei prigionieri.

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Una Storia – Cinque anni

Era di domenica, c’eravamo noi e il mare, ridevamo immersi nelle acque blu. Poi, sempre quella domenica, c’eri tu e il male, mai come quella volta ti aveva sorpreso al risveglio, poi la notte. Sono passati cinque anni da quella notte a cavallo tra il 24 e il 25 luglio, cinque anni e io ancora non so dire se mi sembrino 5 giorni o 50 anni.

Come spesso accade, mi ritrovo davanti a questo foglio del nuovo millennio senza più parole da scrivere sebbene poco fa, in macchina, ne avessi veramente tante.

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Il frastuono delle scie

C’è qualcosa di strano nell’aria la domenica sera, è da tanto che osservo, che mi ascolto. Ora ne sono certo.

Più è stato bello e più l’aria della domenica sera assume un atmosfera particolare, da un lato è ancora carica per l’eccitazione delle ore passate, dall’altro è intrisa di malinconia.

La malinconia, una monotonia in queste righe.

Completamente sconnessa dai trascorsi recenti, una sensazione di tristezza si insedia in ogni respiro carico di belle sensazioni lasciate da questo week end, da quello prima e da quello prima ancora.

Come a ricordarti che è finito, che domani è lunedì, che questi due giorni di bellezza non saranno niente fra qualche anno, la malinconia tintinna lentamente i tuoi pensieri fino a palesarsi in immagini nitide, chiare, tristi.

Forse è solo che manca qualcosa, qualcuno.

Chi mi tormenta? Chi viene a scuotere i miei respiri la domenica sera? In fondo vorrei solo spalancare il petto e abbracciare tutta l’aria intorno a me.

Forse, qui dentro, c’è un pezzetto di cuore che annaspa in balia delle onde.

Uno sguardo nell’oasi dei sensi.

Io non mi sono innamorata di te, perché per innamorarmi avrei avuto bisogno di te. Io ti amo, perché per quello servo solo io, è una cosa mia.

Iniziò così quella strana, dolce fine. Ti dissi che non poteva funzionare e tu di risposta mi dicesti quelle parole inaspettate che mi uccisero dentro, una saetta dritta al petto. E allora capii quanto di bello c’era in te e al tempo stesso quanto distanza ci fosse tra noi, uno spazio incolmabile che ci aveva portato lì dopo un anno e poco più.

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Una Manciata di Gloria

Tra le bozze annoiate e un poco stufe della loro incompletezza, valeva la pena elevare ciò che segue ad un mediocre manifesto dall’aria sconclusionata.

2 gennaio 2021

Iniziamo un’altra volta, per qualche giorno sogniamo quell’anno strepitoso che ci aspetta. Razionalmente parlando quel giorno non cambia niente, lo sappiamo tutti e allo stesso modo non ci pensiamo mai, anno dopo anno, neanche io ci penso mai per quella manciata di giorni a seguire. Il motivo è semplice, noi abbiamo bisogno di quel giorno, come del caffè la mattina.

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Trascorsi futuri

Perdersi nell’immensità di un’esistenza stupenda, passata, sicura.

Sorridere pensando ai miei occhi che guardano mille volte o forse più il mare.

L’aria umida di salsedine che ti attraversa la mente, sfiorando la serotonina che piano piano inizia la sua danza.

L’eccitazione di un futuro non scritto ma certamente vivo che sta lì ad aspettare la morte delle mie abitudini, possa dover aspettare anche tutta una vita.

La fretta di chiudere questo pezzo prima che l’entusiasmo per il futuro muoia dentro queste righe che sono già passate.

“Ma questa nostalgia non muore mai

Ha la pazienza dell’onda del mare.”

A mezzanotte scoprirai che ore sono

“Devi capire che quello che cerchi non esiste.

Tu non hai bisogno di niente, tu hai già tutto.”

Parole che rimbombano dentro uno spazio confuso, un residuo di vuoto nascosto in qualche angolo dentro di me. Passano minuti, ore, mentre cerco di dare un senso a quelle frasi pur sapendo che il senso è proprio lì davanti ai miei occhi.

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Leggerezze #6

Se sapesse quanto ho scritto di te
Mi farebbe un contratto il mio editore

Bloccato nel mio passato
Inizio a smaltirlo
Solo quando penso di essermene liberato
Impunito
Condiziona tutte le mie giornate
Diserbante della mia mente
Impunito
Si attacca alla vita
Rendendola sterile.


Matteo di notte stringe i denti
Li stringe per tutto l’amore che ha

Matteo di notte stringe i denti
Ha paura dei suoi sogni
Dei segreti che non riescono più a custodire.

Ho sognato che la vita andava avanti
Per tutti, non per me.

Ho sognato un mondo senza elettricità
Solo un ascensore funzionava.
Saliva,
E scendeva.

Dentro ai fili d’erba
Ho intravisto il mio destino
Tornerà a trovarmi
Come quando ero bambino


Una manciata di ore
Forse giorni
Tutti i punti di vista sono cambiati
Ancora una volta
Ci risiamo.
Fottuto dalla leggerezza più dolce che abbia mai incontrato.

“Oggi no.”
Lo leggo inebetito sulla mia tazza piena di bancha.
E allora oggi no.
Oggi voglio rimanere su queste sensazioni,
Oggi voglio cambiare le priorità.
Oggi le voglio qui.


Oggi ci provo.



Ma queste si sa, sono leggerezze.