Una Storia – Un anno

Un anno fa, preciso, era domenica. Ricordo tutto di quel giorno che sembrò durare una stagione intera. In quel pomeriggio eravamo al mare, un mare blu lontano da casa, c’era un aria particolare, si respirava un profumo  di libertà che ti sfiorava tutti i muscoli distendendoli al sole. Eravamo su un’isola, l’antagonista per eccellenza della libertà, eppure lì già altre volte avevamo avuto la sensazione che la vita dovrebbe essere sempre così. Poi mangiavamo, ridevamo, ci godevamo quelle ultime ore e io e lui non sapevamo che non ci sarebbero state ultime ore, non per noi due. Solo minuti, il tempo di far arrivare quella telefonata, dio mio non riesco a pensare a quanto sarà stato difficile comporre il numero e chiamarci. E’ lì, dopo aver chiuso la telefonata, che il tempo ha iniziato la sua folle e perversa cavalcata verso dimensioni inesplorate. In una manciata di attimi eravamo delle macchine senza sentimenti, l’aria che respiravamo era densa e poco importava se prima quella stessa aria ci aveva fatto toccare il cielo. Ci siamo proiettati verso la nostra realtà, scaraventati da un paradiso sulla terra arida, l’asfalto grigio della via del ritorno, i nostri volti che si forzavano di essere ottimisti ma si tradivano alla prima distrazione. Continue reading “Una Storia – Un anno”

All’ipotetico lettore

Ho messo la mia anima fra le tue mani.
Curvale a nido. Essa non vuole altro
che riposare in te.
Ma schiudile se un giorno
la sentirai fuggire. Fa’ che siano
allora come foglie e come vento,
assecondando il suo volo.
E sappi che l’affetto nell’addio
non è minore che nell’incontro. Rimane
uguale e sarà eterno. Ma diverse
sono talvolta le vie da percorrere
in obbedienza al destino.

[Margherita Guidacci – All’ipotetico lettore]

Mi sembrava egoista tenere per me queste poche righe, quelle ultime cinque righe.

Frammentazioni

La naturalezza con cui ho fatto certi gesti in passato è disarmante. Tutti facciamo, anzi direi “commettiamo” gesti con una tranquillità spiazzante senza sapere che quella tranquillità, quella leggerezza, in realtà le vediamo solo noi. Da fuori appaiono come gesti colmi di significati o di promesse.

“Gli sembrava evidente che la vera vittoria sta nelle battaglie perse in partenza ma combattute fino in fondo.”

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